Una buona pizza margherita, che sia bassa e croccante alla romana o alta e soffice alla napoletana, cotta nel forno a legna può solo che far bene all’umore. Eppure, anche le pizze contribuiscono all’inquinamento. Proprio quelle cotte nei forni a legna, infatti, producono la maggiore quantità di inquinanti quando inizia la combustione della fiamma, quindi l’accensione per il riscaldamento del materiale refrattario.
La notizia proviene da uno studio realizzato da ENEA, insieme a Innovhub e Università degli Studi di Milano, e pubblicato i risultati del progetto “Pizzerie” sulla rivista scientifica Environmental Pollution. La pizza è uno dei prodotti made in Italy, più amati e mangiati al mondo, per un settore che non conosce crisi. Anzi, è in continua e forte crescita. Le stime ci dicono che entro il 2032 potrebbe raggiungere i 500 miliardi di dollari di fatturato. Se si pensa che la cucina italiana è stata riconosciuta anche Patrimonio Immateriale per l’Unesco, non si fatica a credere a queste cifre. Ed anche per l’industria dei forni a legna, le previsioni sono rosee; solo nel 2022 i forni a legna rappresentavano il 41% del totale mondiale, con un tasso di crescita annuo previsto del 5,3% al 2030. D’altronde, la pizza migliore, o comunque più tradizionale, è sicuramente quella cotta nei forni a legna.






