"La pizza è e deve restare un piatto popolare" Ne è convinto il pizzaiolo Giuseppe Vesi che critica l'utilizzazione "eccessiva e incontrollata di tecniche raffinate e preparazioni complesse applicate alla pizza".
"Molti ricorrono a modalità tipiche dell'alta cucina, del fine dining: si va dalle salse orientali come la ponzu, a gel di lime, emulsioni, fermentazioni, estrazione, spume e tanto altro. E questi sono solo alcuni esempi" sottolinea Vesi. "Si tratta, di fatto, di una spettacolarizzazione forzata del mondo pizza. Credo che in tanti abbiano visto troppe puntate di programmi televisivi di cucina…".
"La pizza - afferma l'esponente del settore - è, e deve restare, un piatto popolare. Il suo simbolo è la Margherita, semplice e diretta. Oggi, invece, in molti menù si trovano pizze con nomi e ingredienti che il cliente nemmeno riesce a comprendere". "Comprendo - aggiunge Vesi - che la ristorazione può essere anche un potente attrattore turistico, ma noi restiamo pizzaioli, e anche la pizza - nata come piatto povero - deve rimanere tale".
"Con la cosiddetta pizza 'gourmet', che oggi ha un suo mercato parallelo rispetto a quella tradizionale, anche se rappresenta una evoluzione del prodotto che facevano i nostri avi, abbiamo sempre cercato di non perdere di vista le nostre radici. Il modello è quello che ci hanno trasmesso i nostri genitori e i nostri nonni: semplicità, sostanza e rispetto per il prodotto" conclude il pizzaiolo.







