Roma, 19 feb. (askanews) – ENEA e Università di Cassino hanno studiato come l’uso di idrogeno nelle reti di gas naturale possa influenzare la misurazione degli odorizzanti, sostanze chimiche che conferiscono al gas naturale (incolore e inodore) un odore intenso e caratteristico rendendo immediatamente percepibili eventuali fughe. Lo studio ha considerato tre diversi scenari: metano puro, miscela metano e idrogeno al 20% e idrogeno puro e analizzato gli odorizzanti THT e TBM. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Sensors.

I dati mostrano una lieve sovrastima del THT (+2,3%) nelle miscele gas-idrogeno al 20%, mentre nel caso dell’idrogeno puro la presenza dell’odorizzante TBM risulta sottostimata (-3,4%).

“I risultati indicano che, all’aumentare della quota di idrogeno, diventa più complesso garantire una percezione olfattiva costante, rendendo necessario aggiornare gli attuali standard di misura”, spiega la coautrice dello studio Viviana Cigolotti, responsabile della Divisione ENEA Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione. “Una sovrastima nella misura delle concentrazioni di odorizzante – prosegue – potrebbe comportare rischi per la sicurezza legati alla mancata rilevazione di fughe di gas. Al contrario, una sottostima potrebbe generare falsi allarmi e determinare un aumento dei costi del gestore per garantire il rispetto della soglia minima di concentrazione di odorizzante nel gas che arriva fino alle nostre abitazioni”.