Dormire bene, per molte donne, è più difficile che per gli uomini. Insonnia, risvegli notturni e sonno frammentato colpiscono infatti con maggiore frequenza la popolazione femminile. Alla base di questa differenza non ci sono soltanto fattori sociali o legati allo stile di vita, ma soprattutto le oscillazioni ormonali che accompagnano le diverse fasi della vita di una donna, dalla gravidanza alla menopausa , e che influenzano direttamente i meccanismi fisiologici del sonno.
Il dato emerge in occasione della Giornata Mondiale del Sonno, che si celebra ogni anno il secondo venerdì di marzo. «Nel corso della vita di una donna i cambiamenti ormonali non hanno un impatto soltanto sul corpo, ma anche sul modo in cui si dorme. Durante la gravidanza, ad esempio, le oscillazioni ormonali del primo trimestre possono provocare sonnolenza oppure difficoltà di addormentamento, mentre nel terzo trimestre i cambiamenti fisici, come l’aumento del volume corporeo, rendono il sonno meno continuo», spiega la dottoressa Giorgia Chinaglia, medico neurologo e responsabile dell’Ambulatorio per i Disturbi del Sonno di Synlab Data Medica di Padova. La gravidanza rappresenta infatti uno dei momenti più delicati. In alcuni casi può comparire anche la sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo caratterizzato da un impulso a muovere gli arti inferiori soprattutto nelle ore serali, spesso associato a difficoltà di addormentamento e risvegli frequenti. Durante la gravidanza può manifestarsi più facilmente nei soggetti predisposti, anche a causa di una carenza di ferro.










