In questa volata finale referendaria, pure noi, amici lettori, dobbiamo essere «ad utrumque parati». Se vincerà il Sì, sarà una grande pagina di storia, e il nostro paese non avrà sciupato un’occasione come purtroppo accadde negli anni ‘80 quando si disse No al nucleare. Quarant’anni dopo, siamo ancora qui a rimpiangere quella scelta sciagurata e superficiale. y Se invece vincerà il No, occorrerà prepararsi a un anno di veleni e colpi bassi fino al voto del 2027. Inutile girarci intorno: un grumo di vecchi poteri italiani si è compatta to contro Giorgia Meloni, e sta tentando di trasformare il referendum in una resa dei conti contro il governo.