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24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:03
“Giorgia Meloni, oltre alla sconfitta del referendum sulla giustizia, ha pagato tutto insieme una serie di ambiguità e di errori che riguardano il riarmo, la posizione su Gaza, l’Iran, l’energia. Errori che un po’ derivano da lei, un po’ dagli amici che l’hanno rovinata”. Così il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta a caldo a Otto e mezzo (La7) la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia. Una sconfitta netta per il governo Meloni col No che si è attestato intorno al 53-54% e con un’affluenza record vicina al 59%.
Il flop per il governo Meloni, sottolinea Travaglio, non si spiega solo con la riforma Nordio sonoramente bocciata, ma con un malcontento più ampio. Il direttore del Fatto premette di voler evitare di infierire su Italo Bocchino nella giornata della sconfitta, ma riprende una sua osservazione: “È vero, il popolo che ha votato No per il 54% non collima con i partiti del centrosinistra. Intanto perché c’è un pezzo di quel fantomatico campo largo che ha votato Sì, e poi perché c’è gente che era invisibile nei sondaggi, perché sfuggiva anche al voto del 2022. È per questo che non li hanno visti arrivare e sono arrivati al 15% in più rispetto alle previsioni di affluenza”.










