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9 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:38

“Il governo impone una riforma costituzionale al Parlamento e poi ci regala persino il referendum, come se fosse una concessione“. Con questo affondo sarcastico il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, apre il suo intervento a Otto e mezzo, su La7, entrando nel vivo del dibattito sul referendum per la separazione delle carriere dei magistrati, che il governo guidato da Giorgia Meloni punta a celebrare il 22 marzo.

Il direttore del Fatto spiega che quella sulla data non è una scelta neutrale ma una mossa politica precisa: “Prima anomalia: il governo ha imposto al Parlamento, senza nemmeno cambiare una virgola, un testo di riforma costituzionale”. Una riforma che, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi, apre la strada al referendum confermativo, attivabile se lo chiede un quinto dei parlamentari, cinque consigli regionali oppure 500mila cittadini.