Il centrosinistra andrà con tutta probabilità a ranghi sparsi sulle risoluzioni sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento.
Si infrange - infatti - sul nodo di Kiev la proposta caldeggiata in primis dal Movimento cinque stelle di un documento unitario.
I contatti restano in piedi ma da più parti la trattativa viene definita come in salita e in pochi sono pronti a scommettere che si arrivi a un'intesa.
"Noi del M5s stiamo lavorando", aveva detto Giuseppe Conte nel pomeriggio, per una risoluzione unitaria su Ucraina e Iran. "Io sarei davvero favorevole - aveva spiegato - a una risoluzione unitaria perché in questo momento l'emergenza è tale e la situazione è così complicata che spetta alle forze progressiste esprimere un'unitarietà di indirizzo politico che serve anche per orientare il dibattito e dare un segno a questa maggioranza assolutamente confusa". Una proposta che il leader pentastellato ha esteso anche oltre il campo largo a Iv e +Europa ma che si è, di fatto, scontrata soprattutto con la contrarietà dei Dem. Nelle trattative, che hanno visto capannelli e riunioni anche in Transatlantico a Montecitorio, si sono affacciate varie opzioni, come quella, proposta dai Dem, di due risoluzioni distinte: una specifica sull'Iran, sulla quale si era già registrata l'unità del campo largo dopo le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani - e una sul Consiglio europeo. O anche nessuna risoluzione sull'Ucraina visto il lasso di tempo da qui al Consiglio del 18 e 19 marzo.







