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10 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:28
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, boccia la strategia energetica che ha contribuito a disegnare per l’Unione europea. Lo fa non solo, come accaduto in passato e sta accadendo ancora, cambiando le politiche che presentava all’inizio del suo primo mandato ma, forse per la prima volta, con un giudizio severo su ciò che finora è stato fatto. “Nel 1990 un terzo dell’elettricità europea proveniva dal nucleare, oggi è solo il 15%” ha ricordato nel suo intervento al secondo vertice mondiale sull’energia nucleare in corso a Parigi. E ha aggiunto: “La riduzione della quota (di energia da atomo) è stata una scelta, ma credo che sia stato un errore strategico da parte dell’Europa voltare le spalle a una fonte di energia affidabile, economica e a basse emissioni”. Von der Leyen parla di una rinascita globale, negli ultimi anni, dell’energia nucleare. “L’Europa vuole farne parte. Dopo anni di investimenti in calo – dice – abbiamo bisogno di più per invertire la rotta. Ecco perché oggi presentiamo una nuova strategia europea per i piccoli reattori modulari. Il nostro obiettivo è semplice. Vogliamo che questa nuova tecnologia sia operativa in Europa entro l’inizio degli anni ’30, in modo che possa svolgere un ruolo chiave accanto ai reattori nucleari tradizionali, in un sistema energetico flessibile, sicuro ed efficiente”. Una spinta importante, come sempre, arriva dall’appello del presidente francese, Emmanuel Macron, ad “ogni attore pubblico e privato affinché facciano la loro parte per continuare a mobilitare gli investimenti in favore del nucleare civile”.












