La famiglia nel bosco senza tregua. ​«Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui». Lo ha detto Nathan Trevallion, il papà dei bimbi lasciando la casa famiglia. «Ringrazio tutti per la solidarietà - ha aggiunto - Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private».

Nel frattempo, in seguito agli attacchi e alle minacce ricevute sui social nei mesi scorsi, è stato deciso di innalzare la vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minori dell'Aquila, Cecilia Angrisano, che aveva già una protezione per via del ruolo. La notizia, anticipata dal quotidiano il Centro, è stata confermata da fonti qualificate. La presidente era finita nell'occhio del ciclone in seguito all'ordinanza con cui dispose la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine, la cosiddetta 'famiglia del bosco', e il conseguente allontanamento dei tre figli in una casa famiglia.

Carlo Nordio invierà a giorni gli ispettori del ministero della Giustizia al Tribunale dell'Aquila per tentare di «arrivare a una definitiva conclusione» - per utilizzare le sue stesse parole. I magistrati abruzzesi replicano con una nota in cui condannano i «toni aggressivi e non continenti» che sono stati utilizzati in questi giorni anche da esponenti politici e difendono il loro operato. «Ogni iniziativa giudiziaria - scrivono - è ispirata esclusivamente» alla tutela dei minori. Compresa quella, adottata venerdì scorso, che ha disposto l'allontanamento di mamma Catherine e il trasferimento dei figli dalla casa famiglia. Un trasferimento che, per il momento, appare congelato, forse anche grazie all'intervento della Garante regionale per l'Infanzia, Alessandra De Febis, che sta lavorando per evitare «un altro trauma» ai piccoli, ospiti della struttura ormai da quattro mesi. Saranno dunque giorni particolari quelli che attendono la coppia anglo-australiana. In settimana, infatti, dovrebbe arrivare in Abruzzo anche il vicepremier, e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, come annunciato lui stesso in un video. «Andrò da papà", erano state le sue parole. Contemporaneamente all'Aquila potrebbero arrivare gli ispettori del ministero della Giustizia che, già da fine novembre - da quando cioè venne disposta la sospensione della responsabilità genitoriale - avevano avviato un'istruttoria sul caso. Una volta terminata l'ispezione, sarà redatta una relazione che finirà sul tavolo del ministro che avrà due opzioni: archiviare o promuovere un'azione disciplinare al Csm. Sarà poi il consiglio dei magistrati a decidere su un'eventuale sanzione disciplinare nei confronti dei colleghi aquilani. Una decisione che, comunque, potrebbe sempre essere impugnata davanti alla Cassazione.