Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 che sembrano quasi estive: non fosse per le discipline, inequivocabilmente nordiche, ai mille metri di quota di Lago di Tesero, in val di Fiemme, l'abbigliamento di alcuni atleti ed accompagnatori trarrebbe in inganno.
Ad esempio nel caso di due alfieri della Germania, la tedesca Leonie Walter e il connazionale Marco Maier, entrambi medaglia di bronzo con tute più da skiroll e ciclismo che da sci di fondo. Non a caso Maier ha accostato la prova ad una di sci nautico.
Le condizioni meteo sono sorprendenti, ma non così eccezionali. E, infatti, Enzo Macor, il 58enne sport manager di Predazzo che si occupa della preparazione delle piste, è tutt'altro che impreparato anche perché in febbraio, in situazioni altrettanto "difficili", si erano già svolte le Olimpiadi. Le paralimpiadi richiedono sempre un grande sforzo, ma i numeri sono differenti: prima servivano un centinaio di operatori tra personale specializzato (una trentina di persone) e volontari perché c'erano più gare e c'erano anche molti più atleti, adesso poco più di una sessantina.
"Alle volte - ricorda Macor, già nelle Fiamme Gialle e anche vice presidente della Marcialonga - cominciavamo alle 4 della mattina e finivamo dopo le sei la sera". Fino a venerdì in val di Fiemme si prospetta bel tempo con temperature notturne anche di 3 gradi sotto lo zero e diurne oltre i 15. "L'altro giorno siamo arrivati a 18", sottolinea. Che è poi la ragione con la quale si spiegano gli atleti praticamente in bermuda.










