Roma, 9 mar. (askanews) – Malgrado le scuse del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ai Paesi vicini, la guerra entra nel suo decimo giorno con nuovi attacchi sugli Stati del Golfo, attribuiti all’Iran. Uno scenario che innalza l’allarme per l’approvigionamento energetico e fa schizzare i prezzi del petrolio, oltre ai timori di un allargamento cronico del conflitto mediorientale.
In Bahrain almeno 32 persone sono rimaste ferite, quattro in modo grave, in seguito a un attacco con droni che ha colpito l Sitra, circa cinque chilometri a sud della capitale Manama. Secondo il National Communication Centre del regno, i droni hanno colpito aree residenziali civili vicine a infrastrutture energetiche, provocando “danni significativi”. Tra i feriti figurano anche diversi minori, tra cui un neonato di due mesi, due bambini e una ragazza di 17 anni.
Sempre in Bahrain, l’agenzia di stampa ufficiale Bna ha riferito che un attacco iraniano ha provocato un incendio in una struttura nel villaggio di Maameer. Non si registrano vittime e le squadre di emergenza sono al lavoro per spegnere le fiamme.
Negli Emirati Arabi Uniti forti esplosioni sono state udite nella capitale Abu Dhabi. Il ministero della Difesa ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare missili e droni lanciati dall’Iran. Secondo le autorità, i rumori avvertiti in diverse zone del Paese sono prodotti dall’intercettazione di missili balistici e all’intervento di jet impegnati a neutralizzare velivoli senza pilota e altre munizioni.













