“Devo scusarmi, a nome mio, con i Paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran". Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un video ha preso le distanze dagli attacchi degli ultimi giorni ai paesi del Golfo. "D'ora in poi non dovranno essere attaccati né colpiti da missili, a meno che non siano loro ad aggredirci. Credo che dobbiamo risolvere questa situazione attraverso la diplomazia".

Una linea netta, che non tutti nel regime devono avere apprezzato, tanto che il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, è intervenuto a precisare: “L’Iran non ha colpito Paesi che non hanno messo a disposizione il proprio spazio per l'invasione americana". Un distinguo preciso: abbiamo attaccato i fiancheggiatori di America e Israele, e continueremo a farlo.

E infatti sono arrivati nuovi lanci contro Bahrein e gli Emirati, con danni a edifici.

Il presidente è nuovamente intervenuto, per aggiustare un po’ il tiro, con un messaggio su X: "La preservazione e la prosecuzione di relazioni amichevoli con i governi della regione basate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale non negano il diritto intrinseco dell'Iran di difendersi dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista". Sostenendo che "non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini, ma abbiamo piuttosto preso di mira basi militari, installazioni e strutture americane nella regione".