L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver «colpito» la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con «5 missili».

Le Idf hanno completato un'altra ondata di attacchi contro Qard al-Hasan, il braccio finanziario di Hezbollah. Un portavoce dell'esercito israeliano ha dichiarato che circa 30 asset del braccio sono stati colpiti la scorsa settimana. «Gli attacchi miravano ad aggravare il colpo militare inflitto a Hezbollah», si legge nella dichiarazione.

Attacchi israeliani hanno colpito il Libano meridionale e orientale durante la notte. Lo riporta l'agenzia libanese National News Agency (NNA), precisando che «gli aerei da guerra nemici hanno lanciato attacchi durante la notte sulle città di Almajadel, Shaqra e Srifa» e aggiungendo che attacchi hanno avuto luogo anche nella valle della Bekaa.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà «molto presto». Il ministro ha dichiarato all'emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno.