Il conflitto nel golfo prosegue da un mese. Stati Uniti e Israele continuano gli attacchi su siti nucleari, industriali e infrastrutture iraniane. L’Iran ha risposto lanciando missili e droni contro obiettivi nel Golfo: gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti, con incendi in zone industriali ad Abu Dhabi, intercettazioni in corso e feriti segnalati. Attacchi simili hanno interessato basi Usa in Arabia Saudita (con militari americani feriti) e altre aree del Golfo. Gli Houthi yemeniti hanno lanciato operazioni in supporto a Teheran. Qui di seguito la diretta della giornata.

Teheran: “Aspettiamo l'arrivo delle truppe Usa per dar loro fuoco”

Le forze iraniane "stanno aspettando l'arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali": lo afferma il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30° giorno dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate", aggiunge.

Netanyahu: “Crepe visibili nel regime di Teheran”

Dopo una valutazione della situazione presso il quartier generale del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane a Safed, alla presenza di alti ufficiali israeliani, il primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le azioni israeliane stanno creando "crepe visibili nel regime terroristico di Teheran". Lo riportano i media dello Stato ebraico. "L'Iran non è più lo stesso, Hezbollah non è più lo stesso e Hamas non è più lo stesso. Sono nemici sconfitti che lottano per la propria sopravvivenza", ha aggiunto. Secondo Netanyahu "invece di essere sorpresi da loro, siamo noi a sorprendere loro. Siamo noi ad agire, ad attaccare, a prendere l'iniziativa e siamo profondamente penetrati nel loro territorio".