A Parigi, lo stilista trasforma lo show nel set in “chiaroscuro” della serie tv cult Euphoria. Anche dai designer indipendenti come Rick Owens e Yohji Yamamoto sfila l’attualità
dalla nostra inviata Serena Tibaldi
2 minuti di lettura
Parigi – La sfilata di Balenciaga si è aperta con un cappotto di nappa nera, con la parte superiore gonfia come un blouson e quella inferiore aderente al corpo; a chiuderlo, una zip. «Non è una forma ideata da Cristóbal, ma penso sia vicina alla sua sensibilità», riflette Pierpaolo Piccioli, alla sua seconda collezione da direttore creativo della maison. Quelle figure scolpite, ma morbide, sono in linea con il leggendario couturier. «Dopo aver gettato le basi a ottobre, ho lavorato su una visione d’insieme del brand, innestandolo nella realtà: per me Balenciaga è sempre stato connesso al presente». Un concetto che per Piccioli passa attraverso Sam Levinson, regista di Euphoria, serie culto dei ventenni di cui è in arrivo alla fine del mese la terza stagione. È stato lui a dirigere lo show, proiettando lungo la passerella frame delle nuove puntate. «I suoi personaggi non sono mai solo buoni o cattivi, una caratteristica che enfatizza usando luci e ombre. Perciò la collezione si intitola ClairObscur, Chiaroscuro: anch’io ho cercato quest’alternanza con tessuti e forme».Tessuti come la nappa, le pellicce di piume finte, il jersey drappeggiato, le paillettes che paiono grigie, ma in realtà sono in 50 sfumature dal nero al bianco. Forme come gli enormi colli a cratere incorniciano il volto, cappotti lunghi e secchi hanno ricami dégradé mentre i giacconi sagomano il corpo. È tutto molto reale, però manca un po’ quella luce di cui Piccioli parla. Questi, d’altronde, non sono tempi particolarmente luminosi e su tutte le passerelle si percepisce una certa cupezza. Inoltre, lo stilista è chiamato al non semplice compito di rinnovare la maison del gruppo Kering rispettandone i canoni: quelli del fondatore e quelli dettati dal suo predecessore, Demna. Dando contemporaneamente la sua impronta. È un gioco di equilibri complesso, che richiede tempo.







