È importante che sul varo delle cosiddette “accise mobili” si stia determinando una possibile convergenza tra il Governo e l’opposizione. Più che per l’innovazione in sé, che pure è importante, la convergenza sulla revisione potrebbe essere esemplificativa del modo in cui reagire alle difficoltà conseguenti al conflitto israelo - americano contro l’Iran. Utilizzare l’aumento dell’Iva, derivante dai rincari dei carburanti, per ridurre le accise di benzina e gasolio è anche un modo per portare un minimo di razionalità in un settore in cui, anche per stratificazioni storiche, coesistono diverse imposte con una rispettiva “ratio” che tra di loro si potrebbe considerare collidente.

I problemi che possono accrescersi se non si avranno segnali di mitigazione della guerra i quali lascino intravedere l’ipotesi almeno della sospensione, sia pur limitata, delle ostilità impongono che si adottino tutte le misure che contrastino il peggioramento della condizione economica di famiglie e imprese. Nel nostro caso, non vi sarebbe una modifica dell’“imposta comunitaria” qual è l’Iva, perché si agirebbe, non sulla sua struttura, bensì solo sull’extra gettito che essa produrrebbe, dunque non si dovrebbe porre il problema della preventiva autorizzazione della Commissione Ue.