Le guerre non rispondono mai a schemi razionali perché i meccanismi interni li travolgono. Saranno problemi per Trump se si dovrà presentare davanti al suo elettorato per dire: ho speso così tanto capitale in Iran per avere così poco. Avrebbe, in un quadro totalmente differente, lo stesso problema che ha oggi Putin in Russia. Anzi, un problema molto più grosso pari a quello che misura la differenza tra un’autocrazia e una democrazia. È vero che l'Europa ha interesse a sbloccare questa situazione, ma con quali mezzi? Rimettere in equilibrio la situazione che cosa significa? Tornare a quella di prima nella intera regione mediorientale o passare a un dopo che nessuno ancora conosce? Perché una cosa è evidente a tutti: l'egemonia israeliana sulla regione mediorientale i Paesi arabi non la accetteranno mai.

Ci sono probabilità che le ragioni dell'economia prevalgano e spingano a chiudere in fretta il nuovo conflitto? Se l’Arabia Saudita fa un passo in avanti anche da disperata, riuscirà a farlo davvero pure l'Europa? Quanti sono disposti a rendersi conto che i mercati veri dell’energia elettrica e del gas continuano a scontare la previsione di una guerra corta per cui le quotazioni dei futures a un anno o due anni restano quasi ai prezzi precedenti la guerra iraniana? Che cosa si può fare perché tutti comprendano che il prezzo spot è un riferimento all'ingrosso solo per quella giornata o meglio ancora per il momento di quella giornata, a questa o a quell’ora in cui si rileva?