Perché gli Usa e Israele hanno attaccato?

Gli obiettivi dichiarati ufficialmente da Trump e Netanyahu sono due. Il primo è eliminare per sempre la minaccia nucleare e missilistica iraniana. Israele sostiene da tempo che Teheran è vicina alla realizzazione di un programma atomico per scopi militari, e Trump dà credito a questo allarme: «Se non avessimo colpito entro due settimane, avrebbero avuto un'arma nucleare» ha detto il capo della Casa Bianca, aggiungendo che con i loro missili gli iraniani potrebbero colpire non solo Israele ma anche l'Europa e le basi americane. Il secondo obiettivo indicato da Trump e Netanyahu è il rovesciamento del regime degli ayatollah, che destabilizza l'intero Medio Oriente e che tiene in mano il Paese con leggi repressive, usando la violenza per impedire il dissenso interno (l'ultima rivolta è stata fermata con l'uccisione di - si stima - 30 mila cittadini, in larghissima maggioranza giovani).

Avevano il diritto di attaccare?

In base alle regole del diritto internazionale, l'offensiva militare contro Teheran non ha alcuna legittimità. D'altra parte negli ultimi decenni si è assistito a una lunga serie di violazioni del diritto internazionale da parte di tutte le potenze mondiali, Stati Uniti compresi, fino all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Washington e Tel Aviv sostengono che l'operazione è legittimata dalla minaccia nucleare che l'Iran rappresentava per Israele e per tanti altri Stati raggiungibili dalle sue testate missilistiche. Una tesi non condivisa dai governi europei, che – con toni peraltro molto diversi l'uno dall'altro – hanno preso le distanze dalla decisione dei loro alleati e non partecipano all'attacco.