Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:38
Aerei militari statunitensi dalla basi spagnole in volo verso la zona del conflitto in Iran ma con scalo. È questa la strategia messa in campo dagli Stati Uniti per aggirare il No di Pedro Sanchez all’utilizzo delle basi sul suolo spagnolo per la guerra contro Teheran. Nel corso dello scontro tra Usa e Spagna, Donald Trump oltre ad avere definito Madrid un alleato “terribile” non ha usato giri di parole: ”Potremmo usare le loro basi se volessimo. Potremmo semplicemente volare lì e usarle. Nessuno ci dirà di non usarle”.
A rivelare il metodo utilizzato dagli Usa è stato El Mundo. Il quotidiano spagnolo ha infatti monitorato le attività aeree delle basi di Rota e Morón tra il 27 febbraio (la vigilia dell’inizio dell’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran) e il 5 marzo. Degli oltre 40 voli riscontrati, 24 sono molto particolari. In quella settimana diversi velivoli da trasporto tattico militare statunitensi – C-17 Globemasters, C-130 Hercules e C-5 Super Galaxy – e diversi aerei cisterna KC-135 Stratotanker sono decollati dalle due basi militari spagnole per atterrare soprattutto in Germania e in Italia (tra Aviano e Sigonella). Da qui una breve sosta per poi proseguire verso il Golfo Persico. “Così si ottiene un duplice obiettivo: cercare di raggiungere la zona prima ed evitare di dover fornire spiegazioni alla Spagna, poiché in pratica presenta solo un piano di volo tra basi europee, non la partecipazione a un’offensiva unilaterale”, ha spiegato una fonte dell’Aeronautica Militare spagnola a El Mundo.








