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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:29
L’annuncio del ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha innescato una tempesta sui mercati globali, evocando il rischio di gravi ripercussioni economiche legate all’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo Doha, se la guerra dovesse proseguire, i paesi del Golfo potrebbero essere costretti a interrompere le esportazioni energetiche nel giro di poche settimane, causando un forte shock per i prezzi dell’energia, con Ue e Italia particolarmente vulnerabili, fino al potenziale “crollo dell’economia mondiale”.
La reazione più immediata si è registrata sul fronte degli idrocarburi, dove i prezzi del petrolio hanno segnato rialzi verticali spinti dal timore di gravi carenze nell’offerta globale. I futures sul Brent per la scadenza di maggio hanno superato la soglia psicologica dei 90 dollari, attestandosi a 91,49 dollari al barile con un incremento del 7,07%, mentre i contratti per aprile sul West Texas Intermediate sono balzati a 89 dollari, con un rialzo vicino al 10%. Anche il gas naturale ha mostrato forti tensioni sulle piazze europee, salendo a 52,83 euro al megawattora e riflettendo l’ansia per la paralisi del complesso energetico di Ras Laffan, il più grande hub mondiale per l’esportazione di gas naturale liquefatto (GNL), colpito da attacchi con droni che hanno costretto il Qatar a sospendere la produzione.













