Ce l’aveva quasi fatta la venticinquenne Carlotta Bertin, da Candelo ad un passo dal trionfo a Masterchef. Era riuscita a conquistare la casacca all’Invention test, nonostante la crepa sul velo di gelatina di barbabietola, ma alla sfida finale con Teo è stato quest’ultimo ad essere proclamato vincitore della 15° edizione di Masterchef Italia. Il menu che Carlotta ha presentato alla finale andata in onda ieri sera ha ricevuto grandi complimenti dagli chef giudici. Nell’imprevisto dell’amuse-bouche la sua interpretazione ha prevalso su quella di Teo e il suo filetto di cinghiale è stato giudicato squisito, «con una cottura perfetta e un grandissimo lavoro per la salsa», ma tutto ciò non è bastato per vincere. «Non ho fallito, ho imparato ad ascoltare me stessa e i consigli degli altri. Sicuramente la cucina è la mia strada ed è quello che farò», ha commentato la biellese Carlotta dopo la proclamazione.

Masterchef, Carlotta in finale: “Sogno un home restaurant”

Una lunga avventura

Partita con una bacchettata da parte dello chef Antonino Cannavacciuolo perché una piemontese non può non saper fare i plin, Carlotta Bertin nel tempo è riuscita a conquistare i giudici e, puntata dopo puntata, è arrivata in finale. «La paura ci deve essere perché è proprio quello che ti porta a voler vincere – aveva dichiarato alla vigilia in un’intervista a Masterchef –, ma sono arrivata a una sicurezza culinaria che mi permette di dire: “Ce la metterò tutta e ce la farò”».