Chi sosteneva che Sanremo mancasse di gustose polemiche è finalmente accontentato: durante la kermesse in effetti latitavano le discussioni, adesso le abbiamo con gli interessi. Il caso Sal da Vinci tiene banco. Il trionfatore di Sanremo con il brano più cantato e ballato d’Italia Per sempre sì domina le classifiche italiane, entra nella Global Chart di Spotify, conquista iTunes all’estero e diventa virale con oltre 165.000 contenuti su TikTok.

Ma ha detrattori illustri. La critica più clamorosa è quella di Aldo Cazzullo che sul Corriere, rispondendo a un lettore che gli chiedeva perché avesse definito la canzone vincitrice di Sanremo 2026 la più brutta della storia del Festival, aveva replicato così: «Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico». Le parole del giornalista hanno agitato molti animi, tra cui quello di Caterina Balivo, conduttrice de La Volta Buona.

Il giornalista due giorni fa è intervenuto in diretta proprio nel programma di Rai1, precisando che «amici napoletani mi riferiscono che Caterina Balivo dice che ce l’ho con Napoli, consentimi di intervenire». La conduttrice di Aversa, provincia di Caserta, lo ha interrotto: «Puoi dire ai tuoi amici che non ho detto questo. Abbiamo letto quello che hai scritto sul Corriere della Sera e abbiamo spostato il discorso anche sulle canzoni napoletane. Abbiamo solo letto le tue parole e abbiamo commentato. La puntata è su RaiPlay».