Dalla fuga dei cervelli… alla fuga delle tasse. E per di più in tempi di guerra. “Preferisco essere colpito dai missili che dal 50% di tasse”, scrive infatti su Instagram Giulio Costantini, 24 anni, creatore di modelle AI, uno che “fabbrica” ragazze inesistenti e le spedisce su OnlyFans “così mi pagheranno la pensione”. Lo ripostano in 11mila. Secondo il Corriere della Sera, tra contenuti per adulti e corsi per aspiranti guru digitali, incassa 300 mila euro l’anno. In Italia pagherebbe anche la “tassa etica” del 25%: “che mi spaventa più della guerra”.
Non solo le bombe, anche questo succede a Dubai, emirato del tecnolusso senza Irpef, paradiso fiscale con skyline e Lamborghini. Poi arrivano i missili iraniani e qualcuno scopre che, sorpresa, siamo pur sempre in Medio Oriente. Sui social parte il controcanto: “Sei spaventato a Dubai?”. Risposta corale: “No, ho chi mi protegge”, con la sagoma in disdasha (la lunga tunica tradizionale maschile indossata in molti Stati del Golfo) di Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Modernità scintillante e pugno duro sui diritti: i politologi parlano di “autocrazia tribale”. Online li chiamano i “guru di Dubai”: trading, crypto, marketing, finanza fai-da-te. Roberto Fiori invoca “forte senso di appartenenza” contro chi parla di Dubai come “patria dei nuovi arraffoni”. Dori Zein attacca “le fake news”. L’ex parà Simone Ponti ride: “La mia onesta reazione all’attacco iraniano dopo 9 missioni in Afghanistan”.














