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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:34
“Ho visto persone pagare fino a ventimila euro pur di tornare in Italia”. Giusy Grillo, ostetrica che vive Roma, parla dall’aeroporto di Dubai. È da una settimana che va avanti così: “I cambi di albergo, duecento telefonate al giorno per cercare posto sugli aerei. Tutto da soli, perché le autorità italiane non si vedono”, dice mentre si prepara a fare l’ennesima coda al check in nella speranza che spuntino due posti su qualche volo. Va bene qualsiasi destinazione in Europa, basta andare via da qui.
Giusy è una delle centinaia di italiani ancora bloccati a Dubai. “E pensare che dovevamo fermarci soltanto tre ore, il tempo di una coincidenza tra un volo della Emirates e l’altro”, racconta. Lei e il suo compagno, che fa la guida turistica a Roma, tornavano da un viaggio in India: “Ma appena siamo sbarcati dal volo che proveniva da Delhi abbiamo scoperto che era scoppiata la guerra. Sullo schermo dell’aeroporto abbiamo cominciato a vedere i voli che venivano cancellati uno dopo l’altro: prima quelli diretti in Israele e in Medio Oriente. Poi tutti gli altri. Ed è scoppiato un caos totale”.












