Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Le operazioni americane in Iran e Venezuela mostrano l’integrazione tra IA, droni e analisi dei dati nelle strategie militari. Per molti osservatori di Pechino Washington mantiene un vantaggio difficile da colmare
La rivoluzione militare dell’intelligenza artificiale (IA) sta ridisegnando gli equilibri strategici globali. Sembrerà strano crederlo, ma secondo diversi analisti la Cina rischia di trovarsi indietro rispetto agli Stati Uniti proprio in questo campo decisivo. Le operazioni militari degli Usa in Iran mostrano infatti come l’IA non sia più una tecnologia sperimentale ma un elemento centrale delle strategie belliche moderne. L’uccisione del leader supremo iraniano Ali Khamenei, colpito da un attacco congiunto americano-israeliano basato su sistemi di targeting estremamente sofisticati, viene letta da molti osservatori come una dimostrazione concreta di questa trasformazione. Dietro operazioni di questo tipo c’è una rete complessa di algoritmi, raccolta massiva di dati, analisi automatizzata e coordinamento tra sensori, droni e sistemi di comando. Una rete che la Cina potrebbe non essere ancora in grado di replicare.






