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Sempre più sofisticate le azioni delle spie informatiche di Pechino che potrebbero entrare in azione in caso di un conflitto con Washington

L'ipotesi di un conflitto tra gli Stati Uniti e la Cina è oggetto di studio da anni da parte degli esperti. Le mire di Pechino su Taiwan e le provocazioni contro i vicini nel Mar Cinese Meridionale sembrano solo avvicinare una prospettiva evocata nella teoria della "trappola di Tucidide" secondo la quale storicamente una potenza emergente è destinata a scontrarsi con quella dominante. Se e quando un tale catastrofico scenario dovesse realizzarsi, Washington non dovrà solo tenere conto delle capacità militari dell'erede del Celeste Impero ma anche delle sue abilità nel campo cibernetico.

Gli analisti temono infatti che il gigante asiatico sia in grado di colpire l'avversario ben oltre la regione dell'Indo-Pacifico e persino sul suo territorio nazionale. Non, in quest'ultimo caso, con missili ma con devastanti attacchi informatici che, travolgendo le comunicazioni, i sistemi energetici e le infrastrutture americane, metterebbero in ginocchio la superpotenza a stelle e strisce.