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Nei primi giorni di guerra l'Iran è riuscito a colpire due stazioni dei servizi segreti Usa: una a Dubai e una a Riad. Il sospetto è che dietro gli attacchi possano esserci i suggerimenti di Pechino

Come tutte le guerre anche quella tra Iran, Stati Uniti e Israele è una guerra di spie. Il blitz violento che ha portato alla morte della guida suprema Ali Khamenei è arrivato grazie al combinato disposto di un'azione precisa di 007 americani e hacker israeliani. Uno smacco per la rete di proiezione dell'ayatollah e in generale per i servizi segreti iraniani. È in questo contesto che le ultime notizie che arrivano dal Golfo sorprendono. Nei primi giorni di conflitto Teheran è riuscito a mettere a segno colpi notevoli.

Lunedì 3 marzo un drone iraniano ha "bucato" le difese dell'Arabia Saudita e ha centrato la stazione della Cia presente all'interno dell'ambasciata americana di Riad. La conferma è arrivata da fonti qualificate che hanno parlato col Washington Post. Funzionari governativi statunitensi e sauditi hanno confermato che due droni hanno colpito il complesso di Riad, ma non hanno fornito altri dettagli. Una fonte del dipartimento di Stato ha parlato di danni notevoli e del collasso strutturale di una parte dell'agenzia, ma non ha confermato eventuali feriti o vittime.