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Un sistema ad alta risoluzione trasferito in orbita e gestito dalla Guardia Rivoluzionaria svela una nuova fase della guerra tecnologica in Medio Oriente e il ruolo crescente di Pechino accanto a Teheran

Un’indagine internazionale pubblicata dal Financial Times ha portato alla luce un nuovo tassello nella crescente militarizzazione dello spazio in Medio Oriente: l’Iran avrebbe acquisito in modo discreto un satellite ad alta risoluzione costruito in Cina, utilizzato per monitorare e colpire obiettivi militari statunitensi nella regione. La rivelazione stressa ancor di più quanto la cooperazione tra Iran, Cina e Russia sia ormai sempre più strutturata e strategica.

Secondo documenti militari trapelati e analisi indipendenti, il dispositivo – noto come TEE-01B – avrebbe fornito alla Guardia Rivoluzionaria iraniana una capacità senza precedenti di sorveglianza e targeting, segnando un salto qualitativo nella proiezione militare del Paese.