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Pechino prende appunti su quanto sta accadendo agli ayatollah. Così i cinesi studiano le mosse statunitensi
L’operazione militare congiunta condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminata con l’uccisione della Guida suprema, Ali Khamenei, non si è limitata a generare un terremoto in Medio Oriente. Agli occhi della Cina, per esempio, questa vicenda rappresenta una chiara dimostrazione di come la guerra moderna coinvolga più piani, e che comprenda missili e caccia stealth, certo, ma anche cyberattacchi, droni a basso costo e intelligenza artificiale applicata all’intelligence. Ebbene, questo modello operativo adottato da Washington a Pechino viene osservato con crescente inquietudine.
L’uso combinato di capacità elettroniche e informatiche, insieme alla raccolta di informazioni di altissima precisione, ha permesso a Washington di colpire l’Iran in profondità, neutralizzando sistemi di difesa e strutture di comando iraniane in tempi rapidissimi.






