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La guerra in Iran sta mettendo alla prova le riserve strategiche cinesi e testando i piani di Xi per sicurezza energetica e alimentare
La guerra in Iran starebbe mettendo a dura prova i piani di Xi Jinping per garantire la sicurezza energetica e alimentare della Cina. Dopo il suo terzo mandato il leader cinese aveva infatti spinto per aumentare le scorte strategiche di petrolio, gas e materie prime essenziali, avvertendo di pari passo i dirigenti del Partito Comunista Cinese di prepararsi ai “peggiori scenari possibili”. Il risultato? Negli ultimi anni, Pechino ha speso miliardi di dollari per accumulare riserve che dovrebbero proteggere la nazione da shock improvvisi nelle forniture. Attenzione però, perché il conflitto che ha travolto Golfo Persico, con attacchi statunitensi e israeliani sull’Iran, potrebbe almeno in parte stravolgere i piani di Xi.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Cina mantiene il livello delle sue riserve segreto, ma analisti stimano che il paese disponga tra 1,1 e 1,4 miliardi di barili di petrolio, una quantità sufficiente a coprire tra 100 e 110 giorni di importazioni. Altri esperti suggeriscono che le riserve reali possano superare i 2 miliardi di barili.






