VENEZIA - Saranno in tutto 99 le partecipazioni nazionali alla Biennale e Arte, con 31 eventi collaterali. Ma il tema del giorno è, soprattutto, la scelta della stessa Biennale di allargare le adesioni anche a Paesi che sono nel mirino per guerre ed altro ancora. Il caso che ha fatto discutere, come già è emerso ieri, riguarda il padiglione della Russia. Ieri è stato affermato che gli artisti parteciperanno regolarmente alla manifestazione d'arte, che si apre il 9 maggio, nonostante un'assenza che dura ormai da quattro anni in seguito all'invasione dell'Ucraina. E così ieri mattina la Biennale, anticipando un po' tutti e forse per evitare polemiche, ha voluto precisare nel dettaglio, senza nominare la Russia, le proprie scelte.
«La Biennale di Venezia è un'istituzione aperta, e ne sono espressione le Partecipazioni Nazionali che nascono da iniziative spontanee - precisano infatti i vertici della fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco - Ogni Paese riconosciuto dalla Repubblica Italiana può infatti chiedere autonomamente di partecipare. Può darne semplice comunicazione qualora sia proprietario di un Padiglione ai Giardini, oppure trasmettendo una lettera dell'autorità governativa competente nel caso in cui non disponga di un proprio Padiglione permanente. Si ricorda inoltre che i Paesi non riconosciuti dalla Repubblica Italiana hanno negli anni trovato forme di presenza e di espressione nell'ambito degli eventi collaterali». Quindi non ci sono censure di sorta o contestazioni per le varie nazionalità in arrivo. «Di fronte alle comunicazioni e alle richieste di partecipazione dei Paesi - conclude la Biennale - escludiamo qualsiasi forma di chiusura o di censura della cultura e dell'arte. La Biennale, e così la città di Venezia, si confermano luogo di dialogo, apertura e libertà artistica, favorendo la vicinanza fra i popoli e le culture e auspicando sempre la fine dei conflitti e delle sofferenze».








