In merito alla partecipazione della Russia alla 61/a Esposizione d'Arte, la Biennale di Venezia ribadisce in una nota "l'assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità".

"Nessun divieto delle sanzioni europee è stato 'aggirato', come affermato da ricostruzioni giornalistiche.

Le sanzioni sono state rigorosamente applicate", rivendica. "Siamo stupefatti pertanto - si legge nella nota diffusa dall'ufficio stampa della Biennale - che tali ricostruzioni falsate siano emerse dal 'visionamento' di documenti interni inviati all'Autorità di Vigilanza della Biennale, contenenti oltretutto riferimenti a terzi, evidentemente diffusi contro ogni deontologia, procedura e rispetto delle norme della privacy".

"Per quanto riguarda la partecipazione della Federazione Russa, in ogni passo, in ogni momento nel corso della preparazione della 61. Esposizione d'Arte 2026, la Biennale di Venezia - si sottolinea ancora nella nota - si è responsabilmente impegnata nell'osservanza e applicazione delle sanzioni in essere e informando preventivamente le autorità governative. Con la Federazione Russa si sono avute le necessarie interlocuzioni, in primo luogo dal presidente, come per ogni altro Paese, su tutte le procedure in essere, anche in materia di visti, come avviene per le centinaia di partecipanti provenienti da Paesi extra europei".