VENEZIA - La partecipazione del padiglione Russia alla Biennale tiene ancora banco. Dopo le contestazioni da parte di associazioni, tra cui quella messa in atto dalle Pussy Riot, anche dall'Unione Europea continuano - con l'invio della terza lettera alla Fondazione - le richieste di ulteriori chiarimenti sulla partecipazione di Mosca alla 61esima Esposizione Internazionale d'Arte. Mentre la Commissione europea attende una risposta, alla Biennale molti lavoratori oggi, venerdì 12 giugno, hanno scioperato. Si tratta del primo sciopero nazionale del settore della cultura.

La lettera A quanto si apprende da fonti Ue, nella missiva la Commissione europea torna a sollevare le questioni già evidenziate nelle due precedenti comunicazioni e chiede risposte più dettagliate sui punti rimasti aperti. La Fondazione Biennale avrà ora 30 giorni di tempo per replicare all'esecutivo Ue.Lo sciopero Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati Fp Cgil, Cub, Adl Cobas e Cobas lavoro privato, Clap e Usi cts. «Venezia è conosciuta nel mondo per il suo patrimonio culturale, i suoi musei e le sue istituzioni artistiche, ma troppo spesso ci si dimentica di chi quel patrimonio lo rende vivo ogni giorno con il proprio lavoro», dichiarano Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia; Franca Vanto, Fp Cgil Venezia; Marco Dario, Nidil Cgil Venezia. «Dietro l'immagine di eccellenza della città ci sono lavoratrici e lavoratori che continuano a fare i conti con precarietà, appalti, salari insufficienti e scarse prospettive di stabilizzazione. Chiediamo che la cultura venga considerata un investimento strategico per il territorio». Obiettivo dell'agitazione è ottenere il superamento delle false partite Iva, maggiori tutele in materia di salute e sicurezza, un piano straordinario di assunzioni pubbliche e strumenti di sostegno. Le chiusure A rischio l'apertura di The Human Safety Net alle Procuratie vecchie e di diversi padiglioni della Biennale: Svizzera, Canada, Brasile, Grecia e Montenegro. Saranno certamente chiusi invece i padiglioni di Finlandia e Francia (a partire dalle 15) ai Giardini, di Irlanda, Oman, Libano, Lussemburgo e Messico all'Arsenale e di Islanda, Scozia e Galles (esterni). Ci saranno adesioni anche al bookshop, tra i mediatori culturali della Biennale e tra i lavoratori della biblioteca centrale di IUAV.