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Interessate anche le industrie energivore e il green

Garantire che l'industria manifatturiera europea conti per il 20% del Pil dell'Ue (sceso al 14,3% nel 2024 dal 17,4% del 2000) entro il 2035, anno che rappresenta un chiodo fisso per Bruxelles. Stabiliti, inoltre, i criteri che regolano il Made Europe relativi alle basse emissioni di carbonio per poter accedere ad appalti e incentivi pubblici. Sono alcuni dei punti attorno a cui ruota l'Industrial Accelerator Act che la Commissione Ue ha illustrato ieri dopo diversi rinvii. La proposta interessa settori strategici come l'industria ad alta intensità energetica, l'automotive e le tecnologie pulite. Introdotte anche nuove condizioni relative ad alcuni investimenti esteri in comparti strategici. Per progetti superiori a 100 milioni, provenienti da Paesi che controllano una fetta rilevante della produzione mondiale (Cina in primis), si vogliono garantire ricadute industriali nell'Ue: trasferimento di tecnologia, una quota significativa di occupazione europea e accordi con imprese locali.