Luigi Lovaglio è definitivamente fuori da Mps. Non ricandidato. Archiviato. Qualunque sia la definizione la sostanza non cambia: l’uomo che quattro anni fa era stato chiamato dal governo a rianimare la pecora nera del credito scopre che la fiaba non prevede il lieto fine.

«Lo mettiamo in c**o a questi sbirri di m**da». Una delle tante frasi choc che si sarebbero scambiati gli otto medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna per i quali la procura ha chiesto un anno di interdizione dalla professione. L’accusa? Falso ideologico. Avrebbero compilato certificati in cui si attestavano malattie inesistenti con l’obiettivo, secondo l’accusa, di evitare la detenzione e il rimpatrio nel Paese d’origine di almeno 34 migranti.

A un anno e mezzo dalla notte milanese del 24 novembre 2024, quella dell’inseguimento dello scooter Tmax guidato da Fares Bouzidi terminato con lo schianto in via Ripamonti all’angolo con via Quaranta e con la morte di Ramy Elgaml, l’inchiesta giudiziaria è ancora aperta e continua a esaminare uno dei punti più discussi: cosa accadde davvero negli ultimi istanti dell’inseguimento.

«Bene, adesso il nostro nuovo target è lui». La felicità di Mojtaba Khamenei per essere diventato Guida suprema dell’Iran dura pochi minuti, quelli necessari per leggere il benvenuto di Benjamin Netanyahu, non dei più gentili. Il secondogenito dell’ayatollah ucciso era già stato dato per morto tre giorni fa nello stesso attentato. Neanche il tempo di riprendersi dalla notizia, «un tantino esagerata», che si ritrova un’altra volta con il bersaglio incollatogli sulla fronte dal Mossad. Il fatto deve avergli instillato sotto la abaya marrone un forte dubbio: gli 88 eletti dell’Assemblea degli esperti che lo hanno nominato leader al posto del padre - con voto online come al Festival di Sanremo (la sede di Qom è stata rasa al suolo) -, volevano dargli il massimo riconoscimento o fargli un dispetto?