Luigi Lovaglio esce di scena dalla guida di Mps. In base a quanto ricostruito da Radiocor, il ceo non si è dimesso – come pure era circolato nel pomeriggio – ma gli sarebbero state revocate le deleghe (che così torneranno in mano al cda). L’ormai ex amministratore delegato è stato sospeso anche dalle funzioni di direttore generale di Rocca Salimbeni. Lovaglio resta però in pista nella lista alternativa, per l’imminente rinnovo del consiglio di Mps, presentata dall’azionista Tortora.

La contestazione della Procura

La bozza della relazione del bilancio di Banca Mps messa a disposizione oggi dei soci in vista dell’assemblea, dettaglia lo stato dell’arte dell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto sull’Ops Mediobanca. In particolare si legge: «Tra le numerose condotte oggetto di contestazione nei confronti dei tre indagati, all’amministratore delegato sarebbe stata ascritta unicamente la condotta consistente nell’aver asseritamente concertato con gli altri coindagati l’Ops mediante la quale la Capogruppo avrebbe acquisito il controllo di Mediobanca».

La banca di Rocca Salimbeni agli azionisti ricorda che «in base all’incolpazione provvisoria, sono stati ipotizzati nei confronti del predetto Amministratore Delegato, nonché del presidente del cda della Delfin e del soggetto indicato come “vertice” del “Gruppo Caltagirone” i reati di manipolazione del mercato ed ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza.