MESTRE (VENEZIA) - Un infiltrato nelle Brigate rosse. Un agente segreto il cui nome è rimasto "coperto" per più di mezzo secolo. Un infiltrato, il primo in assoluto la cui attività viene allo scoperto, pur con mezzo secolo di ritardo, che risulta in piena attività anche negli anni di piombo mestrini, quando le Brigate rosse uccidono Sergio Gori, Alfredo Albanese e Giuseppe Taliercio. Dunque, il Sid – Servizio informazioni difesa – sapeva quel che stavano progettando i terroristi dal momento che era riuscito a piazzare un suo uomo, Leonio Bozzato, nome in codice Frillo, nel cuore delle Bierre. Un agente segreto talmente importante da essere classificato “fiduciario dall'ottimo rendimento”.
Non una “scartina”, dunque, ma una pedina importantissima nella lotta al terrorismo che lo Stato stava conducendo in quel momento. E se i Servizi segreti conoscevano in anticipo le mosse dei brigatisti, sul serio non si potevano evitare quei tre assassinii? Perchè Leonio Bozzato, classe 1948, era talmente inserito nelle Bierre da riuscire a far arrestare, nel gennaio del 1976, addirittura Renato Curcio, il capo dei capi delle Brigate rosse. E con Curcio era finita dietro le sbarre anche Nadia Mantovani, assieme ad un altro capo bierre, Angelo Basone, mentre subito dopo era stato preso anche Giorgio Semeria, il cui arresto, peraltro, rischiava di costare caro alla "fonte fiduciaria dall'ottimo rendimento".






