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4 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:08
Non c’è solo la Corte Suprema a contrastare negli Stati Uniti la spinta di Trump a stabilire un regime di governo autoritario, fondato sul plebiscito elettorale. Contro l’assolutismo del “presidente Maga” comincia a stagliarsi un soggetto forse ancora più incisivo sul piano degli equilibri sociali: la Chiesa cattolica.
Steve Bannon, ideologo del trumpismo, aveva definito da subito l’elezione di Leone XIV una “pessima scelta”. Perché la cultura e la sensibilità sociali di Prevost si contrappongono inevitabilmente agli impulsi illiberali del presidente. “La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato”, dichiarò Leone appena eletto al corpo diplomatico in Vaticano. Indicando un caposaldo del suo pontificato: “Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio”.






