Le proteine essenziali per l'udito, chiamate TMC1 e TMC2, agiscono anche come guardiani delle cellule che convertono le vibrazioni sonore in segnali elettrici che raggiungono il cervello.

La scoperta di questo ruolo protettivo, che in futuro potrebbe portare a nuove strade per combattere la perdita dell'udito, si deve ai National Institutes of Health ed è stata presentata negli Stati Uniti, a San Francisco, nel congresso annuale della Biophysical Society.

Le due proteine agiscono sulle cellule chiave dell'udito, caratterizzate dalle strutture chiamate stereociglia, e mantengono in buona salute le loro membrane cellulari favorendo il passaggio delle molecole di grasso chiamate fosfolipidi sia attraverso i canali che attraversano le membrane. Quando questo meccanismo non funziona, a causa di mutazioni genetiche oppure di danni indotti dal rumore o da determinati farmaci, le cellule sensoriali dell'orecchio muoiono, provocando la perdita permanente dell'udito.

"Quando le vibrazioni sonore piegano queste strutture simili alle ciglia, si aprono canali che permettono agli ioni di fluire nella cellula, innescando un segnale che trasporta il suono al cervello", osserva Hubert Lee, ricercatore post-dottorato nel laboratorio di Angela Ballesteros presso il Nih Institute on Deafness and Other communication disorders (Nidcd). I ricercatori hanno scoperto che TMC1 e TMC2 non sono solo canali ionici importanti per l'udito, ma regolano anche la membrana cellulare. I canali agiscono come "scramblasi lipidiche", cioè enzimi che spostano le molecole di grasso chiamate fosfolipidi da un lato all'altro della membrana cellulare.