Chissà? Forse i giornaloni e tutta la sinistra mediatica e intellettuale si erano già preparati ad accusare la destra al governo di occupare i posti più prestigiosi dell’establishment culturale italiano, accusando di incompetenza, insufficienza curriculare e manifesta incapacità il successore di Alberto Barbera alla Direzione Artistica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il cui mandato scadeva all’indomani della prossima edizione della kermesse (che si terrà dal 2 al 12 settembre).

D’altronde, non era già stata proprio Venezia, naturale vetrina dell’arte e della cultura italiane, la sede di un chiaro esempio di “egemonia culturale” degli “incompetenti” con la nomina qualche mese fa a direttore musicale del prestigioso Teatro La Fenice di Beatrice Venezi? E invece, con un certo anticipo e una mossa che ha spiazzato le tante prefiche già pronte a scendere in piazza (a cominciare da quelle virtuali), il Consiglio di Amministrazione della Biennale, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, ha riconfermato ieri Barbera alla guida della Mostra per altri due anni, cioè fino al 2028. È una notizia che si presta a molte letture, le quali tutte ci dicono parecchie cose sulla cosiddetta “egemonia culturale”, quella effettivamente esercitata in Italia in passato dalla sinistra e quella, molto presunta, che la stessa parte politica vorrebbe ora attribuire alla destra.