È passato un anno e mezzo da quando Pietrangelo Buttafuoco è entrato, da presidente, nella fucina della Biennale (Arte e Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro). Alla vigilia dell’apertura della Mostra del cinema (da domani fino al 6 settembre), spegne i rumors che in questi giorni hanno fatto fibrillare il Lido sulla possibile ingerenza della politica nella nomina di un nuovo direttore artistico in sostituzione dell’attuale, Alberto Barbera. «Fatti, non salotti – risponde con decisione Buttafuoco al «Sole 24 Ore» –. Barbera non è in scadenza e nella decisione del Cda di Biennale non c’è pregiudizio verso un secondo, un terzo o un quarto, fosse pure un decimo, mandato per i direttori. Laddove eccellono, restano. Fatti, appunto, non salotti».
I biglietti venduti
Tra i fatti, il numero in crescita dei cinefili al Lido: la scorsa edizione, la numero 81, ha registrato un più 14% dei biglietti venduti al pubblico (94.703 rispetto agli 83.266 del 2023) e un +6,5% degli accrediti ritirati (13.866 rispetto ai 13.023 dell’anno prima). I costi totali sono immutati rispetto all’anno scorso: 23 milioni, che comprendono il costo pro quota generale della struttura organizzativa della Biennale, mentre il Comune di Venezia concede la disponibilità gratuita dei locali del Lido. Uguale, rispetto al 2023, è il contributo del Ministero della Cultura (13,5 milioni). I costi diretti della Mostra, invece, sono aumentati, passando da 16 a 18 milioni. Domani l’inaugurazione con La grazia di Paolo Sorrentino che apre le porte a un parterre di stelle, da George Clooney a Julia Roberts, al cinema impegnato, da Kathryn Bigelow al ricordo di Goffredo Fofi, agli incontri per il comparto industriale, il Venice Production Bridge, che piange stagnazione, mentre non si spengono le polemiche sul tax credit.







