PADOVA - La risposta alla domanda “Come stai?” non è mai stata così sincera per i cinque ragazzi padovani del Calvi che ieri sera, alle 19.33 sono atterrati a Milano Malpensa dopo l’odissea vissuta a Dubai. «Sto bene» risponde Nicolò Luise alla madre che lo riabbraccia in lacrime. La stessa sincerissima risposta che Andrea Milani dà al padre Marco prima di informarlo che lui e Nicolò oggi alle 6.30 devono essere in stazione a Padova per raggiungere la classe in gita a Roma. La giornata è iniziata alle 7 del mattino per i cinque sedicenni, trasferiti all'aeroporto di Abu Dhabi dove sono decollati alle 14, in direzione Milano. Alle sette e mezzo di sera, il ritorno alla quotidianità che mai era stato così desiderato, dopo dodici giorni a Dubai per il progetto «Ambasciatori del futuro». I ragazzi del Calvi sono stati sorpresi sabato dalla controffensiva iraniana, proprio il giorno prima del loro volo di ritorno.
Da lì è iniziata una serie di preoccupazioni e ansie, trasferimenti in alberghi sicuri e il rientro con un volo speciale che prima era stato fissato a venerdì 6 marzo, poi il 4 marzo, infine ieri. Meglio di così non poteva essere per i genitori, che hanno riabbracciato i loro figli, e che dall’aeroporto di Malpensa monitoravano con il cellulare minuto per minuto lo spostamento dell’aereo partito da Dubai, grazie all’applicazione che traccia le rotte degli aerei. Tornando a casa si lasciano le paure alle spalle, anche se il suono delle sirene d’allerta missile sarà difficile dimenticarlo. Per ora conta solo essere tornati alla quotidianità, chi in gita a Roma con la classe, chi seduto in aula al Calvi.












