PADOVA - «Sentiamo i missili cadere a pochi chilometri dal nostro hotel». Almeno altri due giorni di apprensione per cinque ragazzi padovani dell’Istituto Calvi bloccati a Dubai dalla pioggia di missili e droni piovuti negli Emirati Arabi.

Sono circa duecento gli studenti italiani nella capitale emiratina per il progetto "Ambasciatori del futuro". I genitori li attendevano a Milano ieri, e invece per via del blocco dello spazio aereo nell’area del Golfo Persico lasceranno il paese mercoledì 4 marzo. Nel frattempo si trovano in un luogo sicuro: un hotel a cinque chilometri dall’aeroporto di Dubai.

Tra questi giovani ci sono cinque sedicenni della terza superiore dell’Istituto Calvi di Padova. Sono Laura, Nicolò, mentre gli altri si chiamano tutti e tre Francesco. Studiano all’istituto tecnico commerciale negli ex indirizzi di ragioneria che oggi portano le sigle Rim, Sia e Afm perché si concentrano sulla finanza, le relazioni internazionali, la robotica e l’informatica. Sono partiti per Dubai dieci giorni fa, selezionati dall’associazione internazionale Wsc Italia Global Leaders per partecipare a una «simulazione diplomatica che riproduce il funzionamento delle commissioni dell’Onu».

Il progetto si era concluso venerdì sera e gli studenti erano pronti a far ritorno a Padova, quando si sono ritrovati ad assistere alla controffensiva iraniana con droni e missili. Fosse iniziata 24 ore dopo, a quest’ora sarebbero già tutti a casa. E invece si ritrovano in “sosta forzata” a cinque chilometri dall’aeroporto emiratino, in compagnia dei tutor del progetto Wsc e in continuo contatto con il Ministero degli Esteri, l’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e il console a Dubai Edoardo Napoli.