Ieri dalla base navale dell’Île Longue, in Bretagna, dove stazionano i sottomarini che assicurano a Parigi il second strike in caso di attacco, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha annunciato la nuova dottrina nucleare francese sullo sfondo del conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran: la «deterrenza avanzata», ossia un’europeizzazione della “force de frappe”, con gli aerei francesi dotati di armi nucleari che potranno essere dispiegati nei Paesi europei decisi a collaborare per aumentare i «dilemmi strategici» degli avversari.
«Dobbiamo rafforzare la nostra deterrenza nucleare di fronte alla combinazione di minacce e dobbiamo ripensare la nostra strategia di deterrenza nel profondo del continente europeo, nel pieno rispetto della nostra sovranità, con la progressiva attuazione di quella che definirei una “deterrenza avanzata”. Stiamo vivendo un periodo di rottura geopolitica pieno di rischi», ha dichiarato il capo dello Stato francese, precisando che la nuova strategia nucleare di Parigi sarà «complementare» alla cornice Nato, non alternativa. Macron ha spiegato che la Francia potrebbe effettuare «dispiegamenti circostanziati» di capacità strategiche legate alla deterrenza nucleare «tra i nostri alleati europei» iniziando con esercitazioni congiunte.














