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3 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:52
“Ho operato bene, ho fatto bene il mio mestiere, io sono una vittima”. Il cardiochirurgo Guido Oppido, accusato di omicidio colposo e sospeso dall’Ospedale Monaldi, è il medico che era in sala operatoria il 23 dicembre quando da Bolzano arrivò un cuore inglobato in un blocco di ghiaccio. Organo che fu scongelato e poi impiantato nel petto di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e 4 mesi morto il 21 febbraio, perché il suo era stato già espiantato. Oppido, intercettato da una troupe della trasmissione Lo Stato delle Cose su Rai 3, ha detto: “Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qua in Campania. Undici anni, tremila bambini, tremila ne ho operati io. Tutto questo lo sto passando perché ho provato ad aiutare i figli degli altri, ok?”. Dalle indagini e dalle dichiarazioni del personale sanitario emerge che il chirurgo non aveva atteso l’assenso che arrivasse l’organo, mentre lui ha detto di essere convinto di averlo ricevuto. Certo è che all’apertura del box di vecchia generazione e senza termometro l’organo prelevato a Bolzano era inutilizzabile. “Non merito di essere trattato così. Ho fatto tutto quello che dovevo fare e l’ho fatto anche bene, parli con tutti quelli che ho operato e che mi stanno vicini”.














