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1 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 11:11

Un video e una fotografia entrano nell’inchiesta sul caso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre 2025 e morto il 21 febbraio dopo quasi due mesi di coma. Nuovi elementi che, secondo la difesa del cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per omicidio colposo e per falso, ridisegnerebbero la cronologia delle operazioni in sala operatoria, mettendo in discussione la ricostruzione finora emersa dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti. Il medico, assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, è stato interrogato per oltre tre ore dal giudice per le indagini preliminari di Napoli Mariano Sorrentino nell’ambito del procedimento che valuta una misura interdittiva nei suoi confronti e della vice. L’inchiesta è coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, e avrà uno snodo cruciale il 28 aprile quando sarà completata l’autopsia.

Al centro del confronto tra accusa e difesa c’è la tempistica dell’intervento e, in particolare, il momento in cui sarebbero iniziate le operazioni propedeutiche al trapianto. Secondo gli inquirenti, Oppido avrebbe avviato la procedura senza sapere che l’organo proveniente da Bolzano era stato danneggiato dal ghiaccio secco. Avrebbe anticipato la procedura di espianto dell’organo malato del bimbo prima di avere il via libera da parte dell’equipe della sala operatoria circa 14 minuti prima di accorgersi che nel box arrivato da Bolzano c’era un organo inutilizzabile.