L'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta sabato scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, è arrivata a una svolta decisiva. Gli indagati intanto passano da sei a sette: si è aggiunta alla prima tranche una dirigente medico del Monaldi. L'accusa ipotizzata dagli inquirenti è omicidio colposo. L'avvocato Francesco Petruzzi ha chiesto l'aggravamento dell' ipotesi di accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale. La madre del bambino, Patrizia Mercolino, ha accolto lo sviluppo con fermezza: «La giustizia va avanti e ora è arrivato il momento della verità. Il dolore lo tengo per me, ma voglio scoprire tutto; le autorità faranno il loro lavoro».
«Il trapianto poteva essere rinviato visto che Domenico non era un bambino moribondo, era affetto da una patologia, ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due», ha affermato l'avvocato Francesco Petruzzi, commentando l'operazione di Domenico.
È giunto dal notaio a Napoli insieme alla mamma del bambino e ha sottolineato che «volevamo chiarire con i pm che nella cartella clinica non vi è menzionato da nessuna parte l'ok per il cuore arrivato. Quindi nelle fasi dell'operazione non c'è scritto da nessuna parte che qualcuno abbia dato l'ok sulla verifica della validità e dell'integrità dell'organo».













