«Mi sono girato e ho chiesto: dov’è il cuore? Nessuno rispondeva. Nessuno parlava. Allora ho insistito: scusate, ma che sta succedendo? E qualcuno ha sussurato: è tutto ghiacciato. Penso siano passati trenta secondi, un minuto per realizzare. E ho fatto il pazzo, sono impazzito». Interrogato dal giudice il 31 marzo scorso, il primario dell’ospedale Monaldi Guido Oppido racconta così il drammatico momento in sala operatoria del 23 dicembre 2025, quando capì che il cuore da trapiantare sul piccolo Domenico, di due anni e mezzo, era risultato gravemente danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.
Domenico, il cardiologo: “Dopo trapianto buio informativo”. Bolzano, ghiaccio chiesto con cordless
di Dario Del Porto
10 Maggio 2026
Assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, il primario è indagato, oltre che di omicidio colposo, anche di falso. Secondo il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordinano i carabinieri del Nas, nella documentazione il primario e la seconda operatrice, Emma Bergonzoni, avrebbero attestato due circostanze non vere: la contemporaneità tra l’avvio della circolazione extracorporea e l’arrivo al Monaldi dell’equipe proveniente da Bolzano e la contestualità dell’inizio dell’espianto del cuore nativo del bimbo con l’apertura del contenitore con l’organo da trapiantare. Per questo i pm chiedono l’interdizione di Oppido e Bergonzoni. Il gip Mariano Sorrentino deciderà dopo l’interrogatorio bis fissato per il 21 maggio.















