L’ultima nota è stata trasmessa al giudice dalla Procura il 5 maggio scorso. Il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordinano le indagini sulla morte del piccolo Domenico, rispondono alle argomentazioni sostenute dal primario dell’ospedale Monaldi Guido Oppido nell’interrogatorio del 31 marzo scorso con le nuove audizioni dei principali testimoni e una relazione tecnica sui tempi necessari per espiantare il cuore da un bimbo di 2 anni e 4 mesi.

Domenico, il primario Oppido: “Chiesi dove fosse il cuore, qualcuno sussurrò: è ghiacciato”

Dario Del Porto

Per i pm, il referto operatorio è caratterizzato da presunta «complessiva alterazione temporale delle varie fasi». Da qui l’accusa anche di falso, oltre che di omicidio colposo, e la richiesta di misura interdittiva nei confronti di Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni. Entrambi respingono le accuse (difesi dagli avvocati Vittorio Manes, Alfredo Sorge e Vincenzo Maiello) e torneranno davanti al gip Mariano Sorrentino per un nuovo interrogatorio il 21 maggio.

Chiede giustizia la famiglia di Domenico, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi. E dagli atti dell’inchiesta emergono numerosi dettagli sui diversi momenti che hanno caratterizzato il tragico calvario del bimbo morto dopo il trapianto del cuore danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.